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BORSALINO: Storia in Breve

La Borsalino, esempio di "one company town", nell'arco di tre generazioni ha prodotto e diffuso in tutto il mondo un cappello "che stava sulla testa di tutti".
Attori, gangster, vescovi, in un epoca in cui il cappello era una necessità, un segno di distinzione, di identità.

Sono tre i protagonisti della fabbrica Borsalino: Giuseppe Borsalino il fondatore, Teresio Borsalino, Teresio (Nino) Usuelli.
Una storia che ha toccato l'arco di 120 anni. 120 anni di storia del cappello (1857-1983).
Oggi la fabbrica continua ad esistere ma non è più legata alla famiglia Borsalino
La I parte del lavoro prevista per l'anno in corso riguarda il fondatore Giuseppe Borsalino



GIUSEPPE BORSALINO

Giuseppe Borsalino nacque a Pecetto nel 1834. Tutte le note biografiche sulla sua infanzia raccontano di un carattere ribelle, vivace e irrequieto, poco avvezzo agli studi ma straordinariamente intelligente.
Secondo le fonti prevalenti, a soli 12 anni, fece già fagotto per cercare lavoro ad Alessandria.
Imparò i primi rudimenti del mestiere nel cappellificio di Sebastiano Camagna. Quindi, nel 1851, dopo una breve sosta a Sestri Ponente, si trasferì in Francia, paese che era all'avanguardia in questo settore e nella diffusione della moda.
Lavorò a Marsiglia, Aix - en - Provence, Bordeaux e infine a Parigi, presso la rinomata casa Berteil dove ebbe la consacrazione di provetto artigiano cappellaio.





Ritornato ad Alessandria, impiantò una prima follatura con il fratello Lazzaroin via Schiavina nel 1857. Quindi trasferì la fabbrica in via Vescovado e successivamente in via Tripoli, arrivando nel 1871 a occupare 130 dipendenti con una produzione giornaliera di 300 cappelli.
Nel 1874 aprì a Genova un impianto per la produzione di cilindri e nel 1880 creò una filiale a Verona per copricapi comuni. Infine nel 1888 concentrò tutta la produzione in corso Cento Cannoni, dove, con le più avanzate tecnologie, lavoravano oltre 300 operai e si raggiungeva una produzione giornaliera di 550 cappelli.


L'interesse di Giuseppe Borsalino per le innovazioni consentite dalla tecnica era leggendario. <<Secondo le cronache, la sua passione per il rinnovamento era così accentuata che quando giunsero le prime macchine da cucire andò espressamente alla dogana torinese per vederle e per imparare lui stesso il modo di usarle>> scrive Guido Barberis nel saggio 'Alla conquista del mondo' ('Rassegna Economica' n.1 del 1982).
Un'altra caratteristica di Borsalino era la passione per i viaggi, un aspetto questo che gli era di non poco aiuto nel mantenersi aggiornato sulle novità della tecnica.

La conquista del mercato australiano ebbe veramente un carattere epico. Giuseppe Borsalino, grande amante della montagna, partì nel 1894 verso la Nuova Zelanda per scalare il monte Cook (3746 metri) con la celebre guida Mattia Zurbgiggen , che aveva già accompagnato Fitzgerald nelle sue ascensioni in Tibet.
La scalata non poté essere portata a termine ma in compenso sul piano commerciale il viaggio ebbe notevoli ripercussioni.
Gusto dell'avventura e istinto per gli affari non erano infatti mai disgiunti in un capitano d'industria come lui. Non solo portò con sé un ricco campionario di cappelli con il quale conquistò un mercato tutt'altro che secondario, ma tornò a casa con il prezioso pelo dei conigli australiani, che gli avrebbe permesso di produrre i feltri più belli del mondo.





Sul finire del secolo la crescita delle esportazioni determinò definitivamente l'ascesa dell'azienda. Specializzatasi nella produzione di cappelli fini di qualità, arrivò in questo periodo a dare occupazione a oltre un migliaio di addetti.
Dai 200 mila cappelli prodotti nel 1890 si era passati ai 400 mila del 1895 e ai 750 mila (per 2/3 esportati) del 1990.




Il grande imprenditore seppe coltivare anche ideali umanitari e democratici come dimostrano la creazione della cassa pensioni, della cassa infortuni, della cassa malattie aziendali e l'inaugurazione nel 1899 dell'Educatorio per i figli dei dipendenti.



TERESIO BORSALINO

Con il figlio Teresio (1867 - 1939) il celebre cappellificio conobbe i giorni di maggior gloria. Ne prese la direzione nel 1990, alla morte di Giuseppe, dopo aver svolto un lungo tirocinio di studio e di pratica commerciale e tecnica all'estero, specialmente in Inghilterra, Belgio e Germania.
In dieci anni la produzione crebbe vertiginosamente, continuando così il trend positivo di fine secolo
Dai 750 mila cappelli prodotti nel 1990 con 1200 operai si passò nel 1910 a 2 milioni con 2 mila addetti.
La Borsalino nel 1914, alla vigilia della guerra, era ormai una grande potenza industriale. Con Teresio continuò la tradizionale grande attenzione prestata dalla Borsalino per i progressi della tecnologia. Contemporaneamente l'imprenditore curava una politica di relazioni industriali basata su alti salari in cambio di un rinnovato controllo padronale sui processi produttivi. Soprattutto particolare attenzione continuò a riservare ai mercati internazionali. Non a caso le relazioni che presentava al consiglio di amministrazione dell'azienda coglievano sempre in anticipo gli andamenti dell'economia su scala mondiale.
I mercati dove maggiormente la Borsalino dettava legge in Europa erano quelli tedeschi, austriaci, greci, rumeni e spagnoli. Nel resto del mondo, con riferimento ai dati del 1909, l'Uruguay era al primo posto, seguito da Cile, Argentina, Cuba e Porto Rico, Australia, Equador e Colombia.
Nel primo decennio del Novecento promosse anche un salto di qualità finanziario e una parallela risistemazione degli affari di famiglia, trasformando la ditta in anonima. L'operazione però ebbe un suo prezzo. Il cugino Giovanni Battista, infatti, con il concorso di capitali locali e milanesi, creò la GB Borsalino fu Lazzaro. Ne nacque una rivalità dettata più da motivi psicologici che reali con risvolti anche giudiziari. Dopo l'inevitabile contrazione negli anni della guerra, l'azienda ebbe una prepotente ripresa che le permise di toccare nuovamente nel 1929 lo storico traguardo di 1.403.414 cappelli esportati su due milioni prodotti. Ma, mostrando ancora una volta la grande capacità di leggere i movimenti del mercato mondiale, la Borsalino nella relazione del bilancio dello stesso anno avanzava dubbi sul futuro.
La grande depressione, la conseguente e progressiva chiusura dei mercati, la difficoltà nel reperire la materia prima misero di lì a poco infatti in crisi l'azienda, danneggiata anche dalla politica autarchica del Regime.
Alla morte di Teresio, nel 1939, la Borsalino produceva un milione di cappelli all'anno e aveva circa 1.400 addetti.
La crisi colpì ancora più duramente la Gb Borsalino fu Lazzaro che venne assorbita nel 1937.

A Teresio, senatore dal 1924, si devono anche una serie di interventi di fondamentale importanza per lo sviluppo della città.
Finanziò infatti la costruzione dell'acquedotto civico, delle fognature della città, del Sanatorio Antitubercolare, dell'Istituto di Divina Provvidenza di Madre Michel e l'ampliamento della Casa di Riposo.
All'età di 44 si sposò con Gea della Garisenda cantante lirica non ebbero figli



TERESIO USUELLI

Alla morte di Teresio Borsalino, la guida dell'azienda passò poi a suo nipote Teresio Usuelli (1914 - 1983). Suo padre, Celestino Usuelli, famoso pioniere aeronauta e il primo trasvolatore delle Alpi in pallone, aveva sposato Giulia Strada, figlia di Rosa Borsalino, sorella di Teresio Borsalino.
Teresio Usuelli conseguì il diploma commerciale a Zugerberger, in Svizzera. Qundi soggiornò a Londra, per approfondire la conoscenza del mercato del pelo, in Germania e in Belgio, facendo esperienza in diversi cappellifici e marocchifici. Rientrato in Italia, iniziò a lavorare nella Borsalino, diventando nel 1939 consigliere delegato e nel 1942 presidente della società. Acquisita la Vanzina di Pavia, produttrice di cappelli adatti al consumo di massa, Teresio Usuelli si adoperò per la riorganizzazione della struttura commerciale della Borsalino, premessa per la ripresa delle esportazioni che passarono da 285 mila cappelli nel 1948 a oltre 400 mila nel 1955.
Negli anni seguenti, però, l'andamento sfavorevole dei consumi per effetto della moda e la chiusura dei mercati esteri, dove le barriere protezionistiche favorirono i produttori locali, determinarono il progressivo declino della Borsalino.
Si sposò con Givanna Raisini non ebbero figli.
La sig. Usuelli è attualmente vivente e si sta occupando della riorganizzazione del Museo del Capello nonché di opere di beneficenza per le quali la famiglia è sempre stata attiva.



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